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Autore: AutoscuolaCapital

Inizia a guidare già a 17 anni con la guida accompagnata

Per i giovani che non vedono l’ora di mettersi al volante, esiste una possibilità concreta per iniziare a guidare già a 17 anni: la guida accompagnata.

L’iniziativa è rivolta a chi ha già conseguito la patente A1 e ha compiuto 17 anni. Dopo aver frequentato un corso obbligatorio di 10 ore di guida presso l’autoscuola, è possibile iniziare a esercitarsi alla guida di un’auto affiancati da un accompagnatore. Quest’ultimo deve essere una persona che possiede la patente B da almeno 10 anni.

Si tratta di un’opportunità importante per acquisire esperienza alla guida prima di conseguire la patente B. Inoltre, chi ottiene l’attestato di guida accompagnata presso l’autoscuola potrà beneficiare anche di uno sconto speciale al momento dell’iscrizione per la patente B.

Un modo utile e sicuro per iniziare a fare esperienza su strada e arrivare più preparati all’esame di guida.

Sfida il freddo e sali in sella: sconto del 20% sulla patente moto

L’inverno non ferma la passione per le due ruote. Proprio per questo l’autoscuola lancia una promozione dedicata a chi sogna di guidare una moto.

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Patente: otto ore obbligatorie in autoscuola

Dopo oltre dieci anni arriva una svolta significativa nel sistema delle guide certificate per il conseguimento della patente. Con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 novembre 2025, viene infatti rivisto l’impianto normativo introdotto nel 2012 e successivamente ritoccato nel 2015, ridefinendo in modo sostanziale l’utilizzo del cosiddetto foglio rosa.

La novità più rilevante riguarda la guida privata con accompagnatore, che non potrà più essere svolta subito dopo il rilascio del foglio rosa. Il nuovo decreto stabilisce infatti che l’aspirante conducente dovrà completare prima l’intero percorso formativo obbligatorio in autoscuola, portato da 6 a 8 ore di guida certificate, e ottenere la certificazione finale in formato digitale. Solo a quel punto sarà consentito iniziare le esercitazioni di guida privata.

Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al passato: il decreto del 2012 consentiva di alternare fin da subito le guide in autoscuola con quelle private. Il modello introdotto nel 2025, invece, punta a garantire una preparazione iniziale più strutturata e controllata, affidando all’autoscuola l’intera fase formativa obbligatoria.

I nuovi moduli di guida

Il decreto MIT 2025 riorganizza anche la struttura delle ore di guida, suddividendole in quattro moduli specifici:

  • Modulo A – Conoscenza del veicolo e gestione delle emergenze (2 ore)
  • Modulo B – Guida su strade urbane (3 ore)
  • Modulo C – Guida su autostrade o strade extraurbane principali o secondarie (2 ore)
  • Modulo D – Guida in condizioni di visione notturna (1 ora)

Rispetto al sistema precedente, che prevedeva tre moduli, viene introdotto un nuovo focus iniziale sulla conoscenza del veicolo e sulla gestione delle situazioni di emergenza. Cambia anche la distribuzione delle ore: la guida notturna passa da due a una sola ora, mentre viene rafforzata la guida in ambito urbano, che guadagna un’ora in più.

Più sicurezza e formazione alla base della riforma

L’obiettivo del decreto è rafforzare la qualità della formazione alla guida, ponendo maggiore attenzione alla corretta impostazione del conducente fin dalle prime fasi e alla capacità di affrontare situazioni critiche. Una scelta che mira a rendere più consapevoli e preparati i futuri automobilisti prima di affidare loro la possibilità di esercitarsi su strada con accompagnatori privati.

Neopatentati: limiti più severi e sanzioni rafforzate

Chi ha conseguito la patente da meno di tre anni deve fare i conti con una serie di norme più restrittive rispetto agli altri automobilisti. Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore nei mesi scorsi, ha introdotto alcune novità, mentre altre regole già esistenti sono state confermate. Dai limiti sulla potenza delle auto a quelli di velocità, fino alle sanzioni e alla tolleranza zero sull’alcol, ecco cosa devono sapere i neopatentati.

Limiti alla potenza dei veicoli

Per i neopatentati che hanno conseguito la patente dopo l’entrata in vigore della riforma, il Codice della Strada aggiorna i limiti per la guida di auto considerate “potenti”. Non è consentito guidare veicoli con un rapporto potenza/peso superiore a 75 kW/t né autovetture con potenza massima oltre 105 kW. Si tratta di soglie più alte rispetto al passato, quando i limiti erano fissati a 55 kW/t per gli autoveicoli e a 70 kW per le autovetture.

Cambia anche la durata delle restrizioni: il periodo in cui si è soggetti a questi limiti passa da uno a tre anni dal conseguimento della patente. La riforma prevede inoltre l’introduzione di corsi nelle scuole, con la possibilità di ottenere punti aggiuntivi sulla patente.

I limiti di velocità

Per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B, i neopatentati devono rispettare limiti di velocità più bassi rispetto agli altri conducenti. In particolare, non possono superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali.

Le sanzioni previste

Il mancato rispetto dei limiti di potenza o di velocità comporta sanzioni significative. Le multe vanno da un minimo di 165 euro a un massimo di 660 euro. È inoltre prevista la sospensione della patente per un periodo che può variare da due a otto mesi.

Decurtazione dei punti raddoppiata

Nei primi tre anni di guida, le infrazioni che prevedono la perdita di punti comportano una decurtazione raddoppiata per i neopatentati. Un esempio è il sorpasso in curva: in questo caso vengono sottratti 20 punti invece di 10, con il rischio concreto di azzerare il punteggio e dover ripetere l’esame di guida.

Fino a 15 punti persi, ma in alcuni casi tutti

Se vengono accertate più infrazioni contemporaneamente, possono essere sottratti al massimo 15 punti dalla patente. Tuttavia, se tra le violazioni ce n’è una che comporta la sospensione o la revoca della patente, tutti i punti vengono azzerati, senza limiti.

Tolleranza zero per l’alcol

Per i neopatentati è in vigore il divieto assoluto di assumere alcol prima di mettersi alla guida: il tasso alcolemico deve essere pari a zero. Anche valori molto bassi comportano sanzioni. Con un tasso fino a 0,5 g/l, ad esempio, la multa può variare da 164 a 664 euro (per valori intorno a 0,1 g/l) e arrivare fino a 1.326 euro, con una decurtazione di 10 punti dalla patente.

Quasi un milione di automobilisti over 80 sulle strade

In Italia gli automobilisti ultraottantenni potrebbero essere ormai vicini al milione. È quanto emerge da un’analisi condotta da Facile.it, che ha esaminato oltre 5 milioni di preventivi RC auto, rilevando come il 3% sia intestato a conducenti nati prima del 1945. Un dato che fotografa una presenza sempre più significativa di guidatori anziani sulle strade del Paese e che si riflette anche sui costi delle polizze assicurative.

Dallo studio risulta infatti che, al raggiungimento degli 80 anni, il premio medio della RC auto tende a crescere in maniera sensibile. L’età dell’assicurato continua a essere uno dei fattori più rilevanti nella definizione delle tariffe, anche quando si parla di automobilisti esperti.

Quanto pesa l’età sul costo dell’assicurazione

Per valutare l’impatto dell’età sul premio assicurativo, Facile.it ha analizzato nel 2025 un campione di preventivi omogenei riferiti ad automobilisti in prima classe di merito, residenti in Lombardia, con auto di cilindrata compresa tra 1.200 e 1.400 cc e copertura con formula di guida esperta. A parità di condizioni, il premio medio RC auto per la fascia 80-89 anni si attesta a 356 euro.

Si tratta di un importo superiore del 10% rispetto a quello pagato da automobilisti tra i 50 e i 59 anni e addirittura del 15% in più rispetto alla fascia 60-69 anni. Secondo gli esperti di Facile.it, la probabilità di causare un sinistro resta uno dei parametri principali utilizzati dalle compagnie per determinare le tariffe. Se l’esperienza alla guida rappresenta un valore, con il passare degli anni questo fattore tende a incidere meno, lasciando spazio a valutazioni legate al possibile calo di alcune capacità fisiche.

Rinnovo della patente: le regole dopo gli 80 anni

Il Codice della Strada disciplina il rinnovo della patente B con tempistiche differenti in base all’età del conducente. Fino ai 50 anni il rinnovo è previsto ogni 10 anni; tra i 51 e i 70 anni la validità scende a 5 anni, mentre tra i 71 e gli 80 il documento va rinnovato ogni 3 anni. Superata la soglia degli 80 anni, il rinnovo diventa biennale.

Non esiste un limite massimo di età oltre il quale non sia più possibile rinnovare la patente, ma il mantenimento del titolo di guida è subordinato al superamento di una visita medica. L’accertamento, svolto da un medico singolo o da una commissione quando necessario, serve a verificare l’idoneità alla guida attraverso controlli su vista, udito, riflessi e capacità motorie. In presenza di specifiche condizioni cliniche, come diabete, patologie cardiache o disturbi neurologici, possono essere previste ulteriori valutazioni o eventuali limitazioni alla guida.

Patente europea, le nuove regole: via libera a 17 anni

Il 21 ottobre 2025 il Parlamento Europeo ha approvato l’aggiornamento delle norme comunitarie in materia di sicurezza stradale e patente di guida, una riforma di ampio respiro pensata per ridurre le oltre 20.000 vittime annue causate dagli incidenti stradali nell’Unione Europea.

Le due direttive UE approvate entreranno in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da quel momento, gli Stati membri avranno tre anni per recepirle nel proprio ordinamento e un ulteriore anno per renderle pienamente operative. L’obiettivo è arrivare entro il 2030 a un quadro normativo armonizzato, con aggiornamenti anche per la disciplina italiana sulla patente di guida.

Tra le novità più rilevanti figurano la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, le nuove regole sui rinnovi e l’introduzione della patente digitale europea, un passo decisivo verso una mobilità più sicura, moderna e interconnessa.

Patente a 17 anni: cosa cambia

Con la revisione delle norme europee, viene introdotta la possibilità di ottenere la patente B a partire dai 17 anni, con la formula della guida accompagnata fino al compimento dei 18 anni. Si tratta di una novità che dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri nei prossimi tre anni e che mira a favorire un ingresso più graduale e consapevole alla guida.

I minorenni di 17 anni potranno quindi guidare un’autovettura, ma esclusivamente se affiancati da un adulto in possesso di patente idonea. L’accesso alla guida accompagnata è riservato ai giovani che hanno già conseguito la patente A1 o B1 e che rispettano specifici requisiti formativi e amministrativi.

I requisiti per la guida accompagnata

Per ottenere l’autorizzazione alla guida accompagnata, il minore deve frequentare un corso di guida presso un’autoscuola o centro autorizzato, con almeno 10 ore di guida effettiva. È inoltre necessario presentare alla Motorizzazione il programma del corso, il libretto delle lezioni e l’attestato di frequenza.

La procedura prevede la richiesta formale alla Motorizzazione Civile, il pagamento dei bollettini previsti (diritti e bolli) e la compilazione di una dichiarazione sostitutiva che attesti il ruolo di genitore o tutore legale. Nei casi in cui siano necessari adattamenti al veicolo, è richiesto anche un certificato medico rilasciato dalla Commissione medica locale.

Chi può accompagnare il conducente minorenne

Il giovane conducente potrà indicare fino a tre accompagnatori, designati dal genitore o tutore, che dovranno rispettare requisiti precisi. L’accompagnatore non deve aver compiuto 60 anni, deve essere titolare di patente B o superiore, non sospesa negli ultimi cinque anni, e deve averla conseguita da almeno 10 anni in Italia o 5 anni in un altro Paese dell’Unione Europea.

L’autorizzazione alla guida accompagnata ha validità fino al compimento dei 18 anni o fino alla scadenza della patente posseduta dal minore. È possibile richiederne un duplicato, purché non si superi il limite della maggiore età.

Perché la patente a 17 anni

La nuova disciplina nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani maggiore autonomia negli spostamenti, consentendo al tempo stesso di acquisire esperienza di guida in modo graduale e sotto la supervisione di un adulto. A questa opportunità si affiancano però regole più rigide e controlli più severi, per garantire elevati standard di sicurezza stradale.

Per i neopatentati è previsto un periodo di prova di due anni, durante il quale le infrazioni sono valutate con particolare attenzione. Le sanzioni risultano più pesanti in caso di guida in stato di ebbrezza, uso del cellulare al volante, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o violazioni delle norme sui dispositivi di sicurezza.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la validità transfrontaliera delle sanzioni: eventuali sospensioni o restrizioni della patente disposte in uno Stato membro saranno riconosciute e applicate in tutta l’Unione Europea. In caso di infrazioni commesse durante la guida accompagnata che comportino la sospensione della patente, il minore non potrà ottenere una nuova autorizzazione fino al raggiungimento della maggiore età.

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